Kabelvåg, Norway
GIORNO 2: Viaggio da Tromso a Kabelvag e visita Kabelvag GIORNO 3: la nostra
prima giornata a Svolvaer inizia con la sveglia intorno alle ore 8:30 con un
sacco di luce che inonda la nostra casa...in realtà le tenbre qui non sono mai
calate. Ci vestiamo subito da montagna, una lavata di denti dei bagni del
campeggio e partiamo alla ricerca di un posto dove fare colazione. Il tempo non
sombra particolarmebte promettente (nuvole minacciose e venticello fresco) e
anche Svolvaer non regala grandi emozioni. Infatti è una città tipicamente
portuale non molto turisticamolte. Fortunatamente in centro troviamo un posto
dove fare colazione (Nico dice in realtà cercato la sera prima su TripAdvisor)
in cui mangiamo un dolce tipico norvegese a base di cannella e una brioche al
cioccolato e crema accompagnati da un te e da un caffe americano. Al termine
della colazione, breve giretto al porto e giretto un po' più lungo tra negozi
tecnici di montagna che qui spopolano. Sono circa le 10.30 quando siamo pronti
per iniziare la salita che ci porterà a dominare lo Svolvaergeita (o cosi
crediamo...). Parcheggiamo la nostra macchina un po' selvaggiamente a bordo
strada e ci dirigiamo ancora freschi e in consapevoli di quello a cui andiamo
incontro all'inizio del sentiero. La salita inizia subito ripida con una serie
di gradoni (per gli amanti dei numeri 814) e poco dopo le felpe ci abbandonano.
arriviamo al primo bivio: la strada di destra sembra è più specifica per chi fa
arrampicata e porta ai piedi delle due famose guglie; la strada di sinistra ed è
invece il sentiero più "semplice" che porta alla cime del monte Floya. Chi crede
che dal monte Floya si vedono le guglie si sbaglia di gosso. La salita, molto
impegnativa e in qualche tratto anche scivolosa, dura circa 2 ora abbondanti dal
bivio se si viole percorrere tutta la cresta della montagna. Sconsigliamo
l'ultimo tratto a chi dovesse aoffrire di vertigini anche se il panorama lascia
senza fiato. sono circa le due di pomeriggio quando scendendo torniamo al bivio
precedentemente citato. rendendoci conto che non saremmo riusciti a fare la
seconda camminata della giornata decidiamo di percorrere anche la parte di
sentiero che porta al ai piedi dello Svolvaergeita. il percorso è abbastanza
breve circa 500 m ma altrettanto impegnativo. Ad un certo punto, non ci non ce
la siamo sentita di andare oltre un certo punto in quanto bisogna essere i
cordata. abbiamo quindi deciso di scendere e di recuperare la macchina e di
andare a mangiare qualcosa. Pranzo rapido al benzinaio vicino con hot dog e
risaliamo subito in macchina alla volta di Henningsvaer. Questa località dista
circa mezz'ora da Svolvaer percorrendo la E10. Raggiunta la svolta a sinistra
per Henningsvaer inizia la bellissima strada panoramica che passa, con una serie
di stretti ponti, da isola a isola e che regala scorci fotografici molto
interessanti. Arrivati alla località decidiamo di parcheggiare la macchina nel
parcheggio in fondo all'isola e di ripercorrere tutta la strada piedi. Prima
tappa della nostra passeggiata e il famoso campo da calcio situato all'estremità
dell'isola. Seguendo il sentiero che svolta a destra si raggiunge un punto
sopraelevato che permette di godere una vista panoramica del campo da calcio.
Abbiamo poi attraversato il ponticello che collega la seconda parte dell'isola
al paese principale da cui si può vedere un bellissimo scorcio sul porto e i
tipici rorbuer norvegesi. da segnalare il negozio di vetro soffiato molto
caretteristico al centro del paese in cui, oltre a lavorazioni del vetro
artigianali, sono esposte alcune foto della fauna locale molto belle. Con le
gambe ormai stanche ci siamo diretti verso la nostra macchina per tornare verso
il campeggio dove abbiamo cenato con una grigliata a base di balena e di salmone
e poi siamo andati a riposare pronti per il giorno successivo GIORNO 4: e anche
stamattina la sveglia è suonata alle 8:30. siamo stati molto più veloci di ieri
a prepararci e alle 9:00 eravamo pronti e con la macchina carica. ci siamo
diretti alla reception del campeggio per scoprire che avrebbe aperto alle 10 e
così abbiamo deciso di andare al Svolvaer a fare colazione. arrivati lì abbiamo
scoperto che pure il bar della colazione avrebbe aperto alle 10 per cui abbiamo
gironzolato per circa un'oretta per le viette della città. all'apertura del bar
abbiamo fatto una colazione rapida e ci siamo subito diretti verso Henningsvaer
per la nostra meta di oggi: il festvagtind. abbiamo parcheggiato in un piccolo
spiazzo appena prima dei due ponti e abbiamo cercato di capire, con un po' di
difficoltà, da dove iniziasse il sentiero. grazie a Google abbiamo scoperto che
l'inizio del sentiero era circa un centinaio di metri tornando verso la e 10
sulla destra. entusiasti abbiamo imboccato la stradina tra gli alberi senza
sapere ancora cosa ci aspettasse senza sapere che non ci fosse alcun
tracciamento del sentiero. dopo un breve tratto incontriamo il primo bivio:
attraversata tra i sassi oppure sentierino fangoso sulla sinistra.ovviamente
scegliamo la strada sbagliata ovvero il sentierino fangoso sinistra. ci troviamo
dopo poco ad arrampicarci tra le rocce mentre vediamo altre persone che passano
facilmente sul sentiero più a valle. abbiamo recuperato il sentiero e siamo poi
saliti senza troppi intoppi (a parte la gran fatica) fino ad arrivare ad un
bellissimo laghetto. breve tappa per riposarci un attimo e recuperare fiato e da
lì abbiamo iniziato la scalata verso la cima della montagna. la salita ripida e
per la maggior parte tra le rocce, ma la vista dalla cima ripaga tutta la
fatica. la parte decisamente più faticosa è stata comunque la discesa, durante
la quale abbiamo dovuto fare molta attenzione a mantenere intatte le caviglie.In
totale il percorso (comprensivo di salita, almeno una mezz'oretta di permanenza
sulla vetta per goderci la vista e di discesa) è durato quattro ore e mezza.
Tornati alla macchina ci siamo diretti subito verso la prossima meta: Solvager.
invece della classica E10 abbiamo deciso di percorrere la strada panoramica
RV815 ed è stata ottima decisione. La strada infatti offre degli scorci stupendi
e dei panorami mozzafiato, oltre ad essere molto poco trafficata. Ci siamo poi
ricongiunti alla E10 e abbiamo proseguito il nostro percorso verso Solvager
attraversando una serie di bellissimi i paesini caratteristici. E siamo arrivati
al nostro nuovo alloggio verso le 19. La camera è molto carina, assolutamente
pulita. Come sempre non è dotata di un phon. Dopo una doccia rilassante ci siamo
diretti ad uno dei tre ristoranti segnalati nel paese, scegliendolo per
vicinanza visto l'orario. Il ristorante si trovava all'interno di un hotel, la
cenerà discreta tuttavia con poche emozioni. Viaggio da Kabelvag a Sorvagen
passando per Stamsund
Sørvågen, Norway
GIORNO 5: Ramberg, Flagstad, Vikten (Roren 1,5 ore easy - Ryten 5 ore Medium il
nostro quinto giorno alle Lofoten inizia avvolto nelle nuvole e cosi rimarra
fino a sera. sveglia presto, colazione sul pontile del nostro alloggio e
partiamo per una nuova avventura. visto il tempo poco clemente abbiamo deciso di
inv,,ertire due giornate del programma, optando per una camminata piu semplice:
Offersoykammen. Dopo circa 1h di macchina siamo ai piedi della salita. Anche
oggi il sentiero, almeno nella prima parte, non è indicato; poi le traccie di
chi è passato prima di noi si unificano in un unico sentiero fino alla cima. La
salita è ripida ma non come quella del giorno precedente. le nuvole, basse ed in
contnuo movimento, ci permettono di fotografare un paesaggio diverso in ogni
istante. purtroppo, arrivati sulla cima, possiamo solo immaginarci come sarebbe
stato con il cielo terso ma, in ogni caso, il panorama è da lasciare senza
fiato: un veleggiare di nuvole che superano le creste delle montagne come se
fossero fiumi in piena. dopo la pausa fotografica ci apprestiamo a tornare sui
nostri passi perche abbiamo ancora parecchie cose da vedere. decidiamo infatti
di andare prima a Vikten e poi a Nusfjord. il primo dei due paeselli è famoso
per la lavorazione del vetro e, per noi, rimarrà il ricordo anche di un
meraviglioso toast. purtroppo ne l frattempo iniziamo a sentire un po freddo,
sarà la stanchezza o il vento che si è alzato, quindi la passeggiata in spiaggia
è molto breve. Nusfjord è invece il tipico paese da cartolina delle lofoten.
Rorbuer gialli e rossi che si affacciano sull'acqua incastonati nella roccia dei
fiordi. Qui hanno deciso di fermare il tempo e di mantenere il centro cittadino
come attrazione turistica (l'ingresso di 10KOR a testa si paga fino alle 17).
Anche qui giro fotografico e te caldo per scaldare le ossa. Decidiamo quindi che
è tempo di tornare per una bella doccia calda. sulla strada del ritorno ci
fermiamo in qualche altro spot fotografico ( cone ad esempio a fotografare il
pesce essicato anche se non è periodo). fatta la doccia al volo ci dirigiamo a
cena al Maren Anna. qualita decisiamente migliore rispetto alla sera precedente
e anche l'ambientazuone è piu accogliente. i prezzi ovviamente nella media del
luogo. GIORNO 6: Il sesto giorno parte con un po' di preoccupazione poiché al
risveglio veniamo inondati di notizie di nubifragi e trombe d'aria a casa. In
attesa di notizie un po' più certe, ci dirigiamo a fare colazione nel kafé in
fondo alla via, dove una signora di poche parole ci serve due waffles con
marmellata, una tazza di tè ed una cioccolata. Torniamo in stanza per recuperare
gli zaini e ci dirigiamo verso la metà di oggi: kvalvika parking. Durante il
tragitto veniamo rassicurati sull'assenza di grandi danni a casa e ci
apprestiamo quindi alla nostra escursione con maggior tranquillità. Il
parcheggio ufficiale per il sentiero che porta a Kvalvika beach è pienissimo,
così come quello successivo, per cui proseguiamo per la strada fino a quando
troviamo uno spiazzo bordo strada per lasciare la macchina a circa 1 km di
distanza dalla partenza. Questa volta il sentiero è ben segnalato ed inizia con
una passerella di legno che facilita l salita. La prima parte verso la stanza
non è particolarmente impegnativa ed alterna una salitina, un tratto
pianeggiante tra le due cime ed una discesa. La vista sulla spiaggia è
magnifica, ma noi, un po' presi dall'entusiasmo e un po' ancora carichi di
energia, decidiamo di affrontare subito la salita verso il monte Ryten. Qui il
sentiero diventa più scosceso e nel tratto finale incontriamo il solito tratto
roccioso su cui arrimpicarsi un po'. Terminate le rocce ricomincia la.passerella
di legno, da cui poco più che a metà percorso, devio prendendo il sentiero che
taglia verso il monte. Iniziamo dunque una salita, dapprima ripida ma senza
particolari ostacoli, ma dalla metà in poi particolarmente impegnativa. Con
fatica ci ricongiungiamo al sentiero principale e proseguiamo l'ascesa verso la
cima, per un po' avvolti dalle nuvole. Durante questa parte di sentiero in costa
iniziamo già ad ammirare i bellissimi scorci verso la spiaggia. Ma giunti all
meta ci si apre un panorama semplicemente stupendo! Rimaniamo lì per un bel po'
a. goderci il panorama e fare fotografie, tra cui la famosa fotografia sulla
punta di roccia a sbalzo verso la spiaggia, per la quale abbiamo dovuto fare un
po' di coda ma soprattutto affrontare con grandissimo coraggio la nostra paura
delle vertigini. Dopo esserci presi il nostro tempo, siamo tornati verso la
spiaggia immersi nella nebbia. La spiaggia è davvero bella, tipica dei paesaggi
nordici (o del mare invernale italiano). Ci siamo stesi un attimo sul telo ed
abbiamo bagnato i piedi (solo quelli perché l'acqua di un lago glaciale in
confronto sembra quella delle terme). Un po' per la fame ed un po' per il vento
freddo abbiamo deciso di tornare verso la macchina riprcorrendo il tragitto al
contrario. L'escursione, compresa delle lunghe pause che ci siamo presi, ci ha
occupato praticamente tutta la giornata (dalle 11.30 alle 18) e non avendo
pranzato ci siamo diretti subito verso un ristorante che avevamo addocchiato la
sera prima sulla strada. Anitas seafood ci ha regalato grandi emozioni: un mega
fishburger con burger di merluzzo e gamberi e due dolci molto buoni, il tutto a
un prezzo decisamente modico per il posto! Unica pecca l'assenza di patatine
fritte, ma si può perdonare. Stanchi dalla giornata intensa ci siamo infine
diretti verso la nostra stanza per rilassarci un po'. Nusfjord (stradina dietro
fondo cieco porticciolo) (Offersoykammen 2ore easy) GIORNO 7: A, Reine, Hamnoy
(Reinebringen 3 ore Medium) La sveglia qusta mattina suona con calma. abbiamo un
solo obiettivo: sole di mezzanotte visto dal Reinebringen. le previsioni sono
ottime, quindi la giornata gira tutta intorno all'inizio della salita che
abbiamo programmato intorno alle 20 per fare un bel po di foto dell'iconica
vista delle lofoten. per questo motivo l'abbiamo programmata in modo leggero,
con diversi momento dedicati alla fotografia e del tempo per rilassarci. Dopo
un'abbondante colazione a Reine ci dedichiamo alla su visita e a quella di A, il
paese piu a sud delle lofoten. Questi due luoghi hanno la conformazione tipica
del luogo, con i rourbur, palafitte rosse e gialle, che affacciano sul mare. Ad
A le strutture sono state riqualificate e vengono costantemente mantenute. il
verso costante dei gabbiani invita a sedersi su una panchina e a godersi la
tranquillita di questi luoghi. e cosi facciamo, cogliendo anche l'occasione di
fare un vero e proprio pranzo con un panino con il salmone. nel pomeriggio
decidiamo di andare a riposare in modo da essere carichi per l'esperienza
serale. intorno all'ora di cena ci dirigiamo verso Hamnoy per fare ancora
qualche foto con la luce che inizia a calare, mangiamo qualcosa e ci dirigiamo
nuovamente verso Reine. Il sentiero tracciato dagli sherpa prevede 1978 scalini
che hanno origine fuori dal tunnel della statale E10. la salita, che dura circa
1h, puo essere complicata soprattutto per chi soffre di vertigini ma la vista,
una volta arrivati in cima, è la migliore che abbiamo visto fino ad ora. trovato
il nostro angolo di paradiso aspettiamo il tramonto completo che è previsto per
le 23.34. calato il sole decidiamo di iniziare la discesa, un po per il freddo
un po per la stanchezza ma sicuri che questo tramonto lo porteremo nel cuore per
tutta la vita...
Svolvær, Norway
GIORNO 8: Viaggio da Sorvagen a Svolvaer passando da Unstad - passeggiata
Unsad-Eggum 9km Iniziamo la mattinata con tutta calma. Montiamo la valigia e gli
zaini e lasciamo la nostra stanza , che ci ha regalato grandi sonni. La giornata
è stupenda e ci dirigiamo a Reine nel.nostro bar preferito per la colazione. Ci
mangiamo due fette di torta sempre buonissime (una cheesecake al limone e una
torta al cappuccino) seduti su un tavolino al sole. Terminata la colazione ci
mettiamo in macchina per iniziare il nostro viaggio di ritorno verso Svolvaer,
intervallato da una serie di tappe programmate. La prima tappa prevista è la
spiaggia di Ramberg, che immaginiamo stupenda con questo sole. Peccato che più
ci avviciniamo più le nuvole aumentano e presto veniamo avvolti dalla classica
nebbiolina che ci ha frequentemente accompagnato in queste giornate; e così da
spiaggia estiva soleggiata si trasforma in spiaggia invernale al freddo e al
gelo. Facciamo comunque un passeggiata sulla spiaggia e ci fermiamo in un
negozio di souvenir dove tutto è come sempre troppo caro. Decidiamo quindi di
passare alla seconda tappa: la chiesa di legno rosso di Flakstad. Arrivati al
parcheggio davanti alla chiesa ci accorgiamo però che è in corso un funerale. Ci
rimane quindi solo la terza tappa, ovvero il sentiero a piedi che unisce Unstad
a Eggum, descritto come lungo (circa 9 km) ma molto semplice. Arriviamo nel
perduto paesino di Unstad, frequentato prevalentemente da surfisti.
Parcheggiamomla nostra auto accanto ai numerosi van che campeggiano sul posto e
ci dirigiamo verso il sentiero, che inizia come un largo sentiero tra i prati
con vista mare. Poco dopo però il sentiero inizia a stringersi sempre di più e a
farsi più impervio, ma soprattutto è a sbalzo sul mare e le.nostre vertigine
vengono messe a dura prova; così dura che dopo poco decidiamo di tornare
indietro (complice anche il paesaggio abbastanza monotono). Ci fermiamo una
mezz'oretta a leggere su un tavolino bordo mare e riprendiamo il nostro viaggio
verso Svolvaer senza più tappe. Arriviamo quindi al nostro alloggio alle 18 e
rimaniamo assolutamente soddisfatti da Lofoten Rorbuer. La camera è stlpaziosa,
curata, pulita e con cucinino annesso; ma soprattutto l'albergo è munito di
un'enorme terrazza con tavolini e divanetti dove decidiamo di rilassarci fino
all'ora di cena. Cena senza infamia né lode al pub nell'isoletta attaccata a
Svolvaer.